Senza dubbio la cucina è uno degli ambienti della casa che più necessita di accurata pulizia e di igiene sicura, essendo il luogo dedicato alla preparazione e spesso anche alla degustazione dei cibi, oltre che lo spazio dove si svolge una buona parte della vita sociale domestica. Il rischio che si corre nella manipolazione degli alimenti è proprio quello dell’intossicazione causata dalla presenza di micro-organismi portatori di malattie. I principali canali attraverso i quali tali micro-organismi si diffondono sono l’uomo o gli animali infestanti, l’acqua o l’aria inquinante e le superfici a contatto con gli alimenti. La pulizia di utensili e ripiani ha lo scopo principale di eliminare i residui di cibo e permettere successivamente una migliore azione di disinfettazione. Il cloro è normalmente alla base dei principali disinfettanti in ambito alimentare in quanto è molto attivo, poco pericoloso e di facile utilizzo. I detergenti per la casa aiutano a mantenere salubri gli ambienti dove si vive, ma in cucina è indispensabile seguire una serie di piccoli accorgimenti e corrette abitudini per mantenere un alto livello di igiene.
L’ABC DELLA PREVENZIONE
Come prima cosa, ricordiamo le regole base della prevenzione in cucina, e non solo. Prima di tutto, è sempre indispensabile lavarsi le mani con acqua e sapone ogni qualvolta si viene a contatto con oggetti o alimenti a rischio. Esiste infatti una specie di contaminazione incrociata tra il cibo e le mani; appena a contatto con un oggetto sporco, le mani diventano portatrici di milioni di batteri che possono passare agli alimenti. Pertanto, è importante: lavare ripiani, utensili e bidoni con prodotti biocidi in modo da ridurre la presenza di batteri; pulire la cucina una volta al giorno; cambiare frequentemente gli strofinacci per mani e stoviglie in quanto rimanendo bagnati a lungo sono un buon terreno per il proliferare dei batteri; trattare con utensili diversi i cibi cotti da quelli crudi per evitare contaminazioni; far lavorare la lavastoviglie a una temperatura superiore ai 50°C per una maggiore igiene delle stoviglie; pulire il frigorifero almeno ogni 4 settimane, adoperandolo normalmente ad una temperatura inferiore ai 5°C.
L’IGIENE: EVITARE L’UMIDITA’
Per quanto riguarda la pulizia in generale, una delle prime cose da tener presenti è che la cucina, come tutti gli ambienti in cui si concentra in maggior grado l’umidità, è uno dei locali della casa più soggetti allo sviluppo di batteri e acari. Questi organismi, che incidono notevolmente nella diffusione di malattie e allergie varie, trovano un habitat naturale perfetto nell’umidità domestica, ancora più facilmente se si trova associata a polvere. Per questo motivo è molto importante tentare di mantenere il valore igrometrico degli ambienti al di sotto di una certa percentuale (il 50% almeno), areare spesso le stanze (almeno 10 minuti ogni mattina e pomeriggio), tenere chiuse le porte delle altre camere mentre si cucina (e la temperatura e l’umidità si alzano) e, soprattutto, utilizzare attivamente i dispositivi di aspirazione posti sopra i piani cottura. Conseguentemente, è buona norma anche controllare periodicamente i filtri di questi apparecchi (circa ogni 6 mesi è un intervallo ragionevole) verificandone il grado di funzionalità ed eventualmente provvedendo alla loro sostituzione. In cucina, inoltre, sono preferibili pavimenti nudi, non rivestiti cioè da tappeti o stuoie, e tende a vetro, non troppo pesanti né troppo lunghe: spesso questi sono elementi difficili da pulire a fondo e perciò possono diventare un nido perfetto per gli acari.
LA PULIZIA: COMINCIA DAL PAVIMENTO
Il pavimento di un ambiente come la cucina è sempre soggetto a sporcarsi con schizzi accidentali e gocce delle sostanze più diverse. Importante, al fine del mantenimento di un buon aspetto di ogni rivestimento, è l’abitudine di togliere la macchia appena formatasi, ancora fresca. Ci possono essere diversi tipi di macchie, e ad ognuna si deve applicare il trattamento più adatto: se la macchia si secca subito, di solito è formata da sostanze alimentari idrosolubili (come zuccheri, amidi, ecc.) e l’acqua calda risulta il rimedio più efficace per la sua rimozione. Se è appiccicosa e recidiva, può diventare necessario l’utilizzo di un trattamento specifico. Prima di ricorrere a sostanze aggressive, si può provare ad intervenire subito con un composto di bicarbonato di sodio mischiato ad acqua ossigenata, efficace in moltissimi casi. Se non fosse sufficiente, per non rovinare nulla, è sempre meglio evitare di ricorrere a sostanze acide o a mezzi abrasivi, che possono provocare graffi indelebili sui rivestimenti più delicati (per esempio sono deleteri sui pavimenti lucidi): detergenti in crema o in gel sono sempre i prodotti più consigliabili per le macchie che non se ne vogliono andare. Particolare attenzione si deve porre nella pulizia delle fughe, dove è facile che si accumuli lo sporco. Una buona norma è quella di versare periodicamente sul pavimento (almeno una volta alla settimana) dello sgrassatore diluito in una certa quantità d’acqua, e poi di insistere sulle fughe con uno spazzolone a setole rigide. Infine, un consiglio per quando il tempo è brutto e i pavimenti appena lavati non si asciugano mai: per accelerare il processo, infatti, basta aggiungere precedentemente all’acqua mezzo bicchiere di alcool.
NON “SPOSTARE LO SPORCO”
E’ un aspetto molte volte trascurato. I panni e le spugne che utilizziamo, che entrano in contatto diretto con le superfici che vogliamo pulire, si sporcano anch’essi, ovviamente. Così, se non li si lava adeguatamente, dopo molti usi ospiteranno non solo cattivi odori, ma anche molta sporcizia. Togliere una macchia di caffè per lasciarne una di unto non è in effetti un cambio favorevole. Una sostituzione fissa e periodica è il modo più consigliato per non incappare in questi inconvenienti. Altra regola base è non mischiare fra di loro le spugne e gli strofinacci: quello che usiamo per pulire i piatti non deve essere cioè lo stesso che prendiamo per lucidare l’acciaio del piano. Il detergente adatto per le stoviglie, infatti, potrebbe essere presente in tracce e lasciare macchie o addirittura danneggiare altri tipi di superfici. Infine, considerato che circa l’85% dello sporco presente in casa proviene dal fondo delle scarpe delle persone che entrano, almeno prima di una cena numerosa o di una serata in cucina in compagnia degli amici, una serie di tappetini disposti di fronte alla porta d’entrata eviteranno anche l’entrata massiccia - e meno amichevole - di sporcizia.
ELETTRODOMESTICI: FRIGO E FORNO SENZA UNTO
Mantenere pulito il frigorifero è importante non solo per una questione di igiene, ma anche per evitare l’originarsi di cattivi odori, poi difficili da mandare via. Una pulizia settimanale evita la fatica di dover estrarre poi tutto il contenuto del frigo e agire in profondità. Un buon consiglio è quello di badare sempre attentamente ad asciugare al di fuori ogni contenitore al cui interno si trovino liquidi untuosi (come i sughi per esempio) che possono lasciare ‘impronte’ sui ripiani e poi seccarsi. Anche l’interno del microonde può suscitare problemi dello stesso tipo. In questo caso basta riempire una tazza con acqua e limone, collocarla dentro e azionare il microonde per qualche minuto. Dopo aver atteso qualche istante a forno spento si può riaprire il forno: la condensa del vapore avrà reso più facile pulire l’interno e il limone riscaldato contribuirà a lasciare un delicato odore di agrume. Un forno unto può essere un formidabile avversario. Per quelli con alimentazione a gas, bisogna cominciare con il rimuovere i bruciatori e immergerli in una mistura di acqua calda e detersivo per il forno. Mentre si trovano immersi, bisogna strofinarli bene sopra e sotto (senza usare spugnette abrasive). A operazione ultimata, non ci si deve dimenticare di lucidare anche la finestra del forno, cosa che lo renderà pulito anche nell’aspetto esterno.
PIANI COTTURA: UNA QUESTIONE DI MATERIALE Ecco di seguito alcune delle indicazioni più comuni utili per la corretta ed efficace pulizia dei diversi materiali e tipologie di piani di cottura. La maggior parte di questi consigli derivano direttamente dalla consultazione bibliografica di manuali tecnico-operativi di alcune delle più importanti aziende produttrici di mobili per cucina.
ACCIAIO Per pulire l’acciaio sono assolutamente vietati gli abrasivi di qualsiasi genere, quindi niente pagliette metalliche, niente detersivi in polvere abrasivi, meglio anche evitare prodotti che contengono cloro. L’acciaio tende ad ossidarsi se rimane a contatto per lungo tempo con oggetti metallici bagnati, come ad esempio le posate. Evitare quindi di appoggiare cucchiai o mestoli bagnati per lungo tempo sul piano cottura. Nel caso di macchie e di unto, una spugna bagnata con dell’aceto bianco aiuterà a risolvere il problema senza alcuna fatica. Ricordatevi sempre di asciugare con un panno pulito o in microfibra.
VETROCERAMICA Se il piano è in vetroceramica potete utilizzare detersivi adatti alla pulizia dei vetri. Anche qui sono da evitare prodotti abrasivi. Attenzione a non lasciare per troppo tempo macchie di cibi ricchi di zuccheri come marmellate o cioccolato, altrimenti con il calore si potrebbero cristallizzare sul piano. Nel caso si creino delle macchie incrostate utilizzate l’apposito raschietto. Non utilizzare mai posate o utensili d’acciaio per rimuovere residui di cibo attaccati.
SMALTATO Il piano cottura smaltato si pulisce con una normale spugnetta e con detersivo per piatti. Unico accorgimento: attenzione a non utilizzare oggetti contundenti e a non strisciare il piano con pentole roventi. Gli urti potrebbero infatti far saltare parte del rivestimento smaltato.
CRISTALLO Per i piani in vetro temperato è bene utilizzare dell’acqua con del sapone delicato e la pelle di daino per sciacquare e asciugare. Se ci sono vecchie incrostazioni vanno ammorbidite con acqua tiepida.
GRIGLIE Le griglie possono essere in acciaio inox o in ghisa. Queste ultime sono maggiormente utilizzate per la loro praticità, perché si mantengono sostanzialmente inalterate nel tempo, e sono facili da pulire: basta una spugna non abrasiva e del sapone. Le griglie possono essere messe anche in lavastoviglie e si può utilizzare dell’aceto per togliere tracce di grasso. Stesso trattamento anche per le griglie d’acciaio, ma attenzione, non possono essere messe in lavastoviglie, non devono rimanere bagnate e quindi vanno asciugate subito. Attenzione a non rigarle, sarebbe opportuno strofinarle nel lato della satinatura dell’acciaio. Gli ultimi modelli di ghisa in acciaio tendono ad annerirsi molto meno nel tempo.
BRUCIATORI Normalmente possono essere puliti con acqua e sapone. Se si vuole ritrovare la loro originale brillantezza, vanno utilizzati i prodotti specifici per le leghe d’alluminio. Dopo averli lavati è importante asciugarli con cura.
SPARTIFIAMMA Sono un elemento fondamentale per il corretto funzionamento del piano cottura. Occorre assicurarsi periodicamente che tutti i fori siano liberi da incrostazioni (eventualmente utilizzate prodotti appositi da diluire in acqua), controllare anche che il foro della valvola di sicurezza sia pulito e libero. Si possono lavare lasciandoli a bagno in acqua calda, eventualmente con l’aggiunta di prodotti che sciolgono le incrostazioni (che devono essere specifici per bruciatori e spartifiamma).
LAVELLI: IN ACCIAIO E IN RESINA
E’ buona regola pulire la superficie del lavello con acqua e sapone oppure detersivo neutro, strofinandola con una spugna sintetica e con un movimento che segua il verso della satinatura. Risciacquare e asciugare con un panno morbido. Si può usare anche il panno in microfibra per mantenere pulite le superfici. Evitare assolutamente l’uso di detersivi che contengono cloro o suoi composti. Per l’acciaio non usare pagliette metalliche, sostanze abrasive e detersivi in polvere. L’acqua, anche se sufficientemente pura, può contenere sali, ferro, calcare, sostanze chimiche (acide o basiche) che possono favorire nell’acciaio inox macchie di ossidazione o corrosione. Per eliminarle, usare solo prodotti specifici per acciaio inox, seguendo le istruzioni riportate sull’etichetta del prodotto. Per le macchie resistenti (calcare, sostanze grasse bollenti) è bene utilizzare aceto bianco bollente o alcool denaturato utilizzando un panno morbido per la pulizia. Se dopo qualche tempo l’acciaio si presenta opaco, si può pulirlo con detergente specifico reperibile comunemente in commercio.
PER DIVERSI TIPI DI SUPERFICI
Parliamo di quelle superfici che devono essere continuamente pulite per proteggerle dai nemici che le usurano. Se sono di granito, usare un detersivo leggero o alcool asportando le macchie senza curarsi degli aloni che potrebbero formarsi, perché questi tendono a scomparire per assorbimento dopo 3-4 mesi. Se lo sporco resiste, si può ricorrere a pagliette inumidite con acqua e in nessun caso con acido citrico (presente negli agrumi) che agisce sulla superficie lucida togliendone l’originaria brillantezza. Se la superficie è di marmo, basterà solo acqua tiepida e sapone, evitando detersivi liquidi. Se la macchia è di origine alimentare o di vino, cola, olio, frutta o verdura, è consigliabile intervenire subito perché potrebbe diventare in seguito difficilmente asportabile, così come occorre evitare di appoggiare sul piano pentole calde, perché provocano la formazione di macchie, così come è vietato l’utilizzo di acido citrico perché corrode la superficie ed elimina la brillantezza. Se i piani o le ante sono di laminato plastico, si pulisce semplicemente con un panno inumidito con acqua o con un detergente per vetri, avendo l’accortezza di non usare pagliette o paste abrasive che graffiano. Se vi sono macchie di calcare, queste si eliminano con l’aceto o con un detergente debole, eventuali segni di biro si tolgono con l’alcool e per evitare bruciature ripetiamo di non appoggiare mai direttamente sul piano recipienti caldi. Nel caso di elementi rifiniti con laminato plastico e/o carta melaminica decorativa, la pulizia ideale delle superfici si realizza con un panno umido e soffice e, se lo sporco è più resistente, utilizzando spazzole morbide oppure spugne con detersivo liquido o detergente per vetri, avendo cura di rimuovere il prodotto applicato per evitare la formazione di antiestetiche striature e opacizzazioni. Se le ante sono laccate di legno e verniciate, per evitare la formazione di variazioni del colore è bene che non siano esposte direttamente ai raggi solari, così come per la pulizia si dovrà evitare l’uso di acetone, trielina o ammoniaca. Basterà un panno soffice inumidito con un detergente per vetri da rimuovere bene per evitare antiestetiche striature e opacizzazioni. Nel caso di ante in pvc è sufficiente utilizzare un normale sapone oppure acqua con 10% di alcool, evitando l’uso di creme abrasive e di acetone perché deteriorano la superficie plastica.
In allegato un documento che riporta i consigli per la corretta pulizia e manutenzione della tua cucina:
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