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silvia 02 March, 2009 Tendenze nell'abitare
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COABITARE CONDIVIDERE COOPERARE = COHOUSING

Rivoluzione: dilaga la voglia di abitare nei condomini- community dove si condividono (in pace!) i servizi comuni e il tempo libero con gli altri abitanti pur mantenendo i propri spazi privati.

Utopia? Non più!

Tutto è cominciato negli anni ’60 in Danimarca, dove il cohousing ha rappresentato la risposta a un’esigenza antica: sfuggire al rischio di solitudine ed isolamento imposto dalla vita cittadina ricreando in una comunità condominiale il clima conviviale e rilassato degli antichi villaggi. Un’esigenza che, a distanza di oltre 40 anni, si fa sentire forte anche in Italia, in contrasto con le liti condominiali che stanno mandando in tilt i tribunali.

Progettazione partecipata
Troppo bello per essere vero: un condominio dove si va d’amore e d’accordo! Eppure è proprio così. E il segreto, che è anche il punto di forza e il tratto comune a tutti i progetti di coabitazione, è il motto da cui parte tutto: vicini per scelta, non per forza! E per concretizzarlo i coabitanti (detti cohouser) seguono un iter preciso: prima si cercano, poi si incontrano e si conoscono e infine si aggregano secondo affinità elettive, scegliendosi a vicenda come futuri vicini-amici di casa. E da questo punto in poi agiscono, partecipando direttamente alla progettazione del villaggio in cui andranno ad abitare, scegliendo i servizi e gli spazi da condividere e decidendo da subito come gestirli in armonia.

Amministrazione autogestita
Una gestione autonoma in tutto e per tutto, visto che, rimossa definitivamente la figura dell’amministratore condominiale, sarà la stessa comunità dei cohouser a disciplinare nel modo più trasparente possibile la vita comune del villaggio. Come? Stabilendo a priori le singole responsabilità e i diversi ruoli di gestione, attribuendoli a turno a ciascuno degli abitanti. L’idea da cui si parte è decidere insieme ricercando il consenso di tutti, poi, a seconda della questione in discussione, si deciderà se votare a testa, a nucleo o in base ai millesimi.

Spazi e servizi condivisi
Insomma, tutti insieme appassionatamente, tanto che - pur garantendosi ognuno il proprio appartamento e la necessaria privacy – vengono progettati a tavolino gli spazi e i servizi che tutti hanno voglia di condividere. Nascono così la lavanderia comune dove ci si trova prima di cena, la cucina-di-tutti dove si preparano cene collettive a turno, la stanza-nido dove lasciare in sicurezza i bimbi. E poi il living, considerato uno spazio d’intesa deve costruire sani e duraturi rapporti tra persone che si sentono più amici che vicini di casa.

Vuoi saperne di più sul cohousing in Italia? Visita il sito http://www.cohousing.it/

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